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In Liguria, non c’è libertà senza fatica, né cammino senza sudore “Ho sceso con te …almeno un milione di scale…” scriveva Eugenio Montale in una famosa poesia, di cui adesso intuisco meglio il significato, dopo aver salito e sceso molte scale, per percorrere a piedi tutte le Cinque Terre. Da Portovenere a Levanto, e poi oltre fino a Moneglia, un intreccio di sentieri tra “Alta Via delle Cinque Terre” e “Via della Costa”. Scalini e scalette, in pietra, in cemento, di legno…in qualsiasi materiale, ma sempre scale. Sembra ci sia stata una mano che ha disegnato percorsi in cui è vietata la dimensione piana. Non troviamo quasi mai una soluzione ai continui dislivelli da affrontare, con uno zaino troppo pesante per questo tipo di percorsi. Il mare è là sotto, ti sembra di poterlo raggiungere con un tuffo, ma non è abbastanza vicino per poterlo fare davvero. Il panorama è splendido, il sole inizia a far le prove per l’imminente stagione estiva, sui sentieri incontriamo ...

Alta Via dei Monti Liguri - Intro

L’abbiamo sempre saputo, fin dai tempi della scuola, che quella forma ad arco che ha la Liguria nelle carte geografiche, contiene in sé una metafora, come se bastasse tenderlo per poi scagliare frecce in ogni direzione. Il mare che la bagna interamente e i monti che la cingono per tutto il suo confine ne racchiudono ogni spazio. Non ci sono vie di mezzo, non c’è pianura, ma solo piccoli pianori, sottratti ai colli dall’opera dell’uomo, per strappare qualche frutto in più ad una terra così avara, come per tradizione sono definiti anche i suoi abitanti. In questa regione franosa, sostenuta fin dall’antichità dal lavoro umano, si mescolano storia e civiltà di un popolo guerriero e navigatore. Generatrice di esploratori per eccellenza, ma mai abbastanza esplorata nei suoi anfratti più intimi. Ecco che l’Alta Via dei Monti Liguri, per me, assume un interesse particolare, il primo tratto di quell’immensa cerniera chiamata Appennino, che ogni tanto si smuove appena sotto la sua sup...

Via degli Dei 2016, on the road again

1. Via degli Dei al contrario (FI-BO) , da Fiesole a Bàdolo (Sasso Marconi), settembre 2007 – giugno 2016. Ho saldato il mio debito con questo cammino, il primo "vero" intrapreso, di una serie che spero continuerà. Allora il tempo inclemente fermò i miei passi sulle pendici dell'Appennino bolognese. Ora ho completato il percorso arrivando fino a Badolo. Come un filo spezzato, ho riannodato il pezzo che mancava a quelli che già c’erano. Sotto un sole cocente, la magia della Futa e dei suoi antichi selciati si è di nuovo svelata ai miei occhi; poi il declivio collinare emiliano si è infranto sul contrafforte pliocenico del monte Adone. Mentre camminavo, mi sono imbattuto in una spirale di ricordi della mia infanzia, che mi hanno fatto commuovere: c’era mio nonno che mi portava nel bosco sopra Lastra a Signa, insegnandomi il nome degli alberi e delle piante che incontravamo; c’ero io, bambino attento, anche se non abbastanza conscio del fatto che quei momen...

Passaggio a nordovest

Via degli Abati 2016 – da Borgotaro a Bobbio, 90 km in 4 giorni. Intro “Non verbis sed herbis redeunt in corpora vires” dicevano gli antichi: questo è un adagio adatto per i camminatori. I tuoi recenti studi ti hanno reso più consapevole su quanto l’Uomo, nei secoli precedenti le scoperte della chimica, abbia imparato a guarire i propri simili dalle malattie servendosi dei doni della Natura. Anche il cammino in sé, ha delle proprietà curative. Un nuovo viaggio a piedi, dopo quelli già intrapresi qualche anno fa, vi ha fatto riscoprire l’attenzione ai particolari della pianificazione ed alla preparazione dello zaino. Anche alla condivisione con gli altri amici, quelli che comunque sarebbero rimasti a casa (per vari motivi). La Via degli Abati è una sorta di passaggio a nordovest dei tempi del medioevo, la strada seguita dagli Abati dell’Abbazia di San Colombano, fondata dal santo pellegrino di origini irlandesi, su espressa indicazione del re longobardo Agilulfo. Gli ...

Le Variazioni Federer

Che cos’hanno in comune Glenn Gould e Roger Federer? Probabilmente quasi nulla, se non la caratteristica fondamentale di essere, o essere stati, in simbiosi con la Perfezione assoluta. Ricordo di aver letto qualche tempo fa il libro “Il soccombente” di Thomas Bernhard in cui i protagonisti sono l’autore stesso ed il compagno di studi pianistici Wertheimer, che hanno la (s)fortuna di incontrare sulla loro strada nientemeno che Glenn Gould, un ragazzone canadese che suona da dio le Variazioni Goldberg e L’Arte della Fuga di Bach. Suonava così bene, già al corso di perfezionamento a Salisburgo con Horowitz (“meglio di Horowitz stesso”), che in realtà non aveva bisogno di alcun perfezionamento. Scrive Bernhard : “ Probabilmente, se non avessi conosciuto Glenn Gould, non avrei abbandonato il pianoforte e sarei diventato un virtuoso del pianoforte, forse addirittura uno dei migliori virtuosi del mondo, pensai nella locanda. Se incontriamo il primo di tutti, dobbiamo rinunciar...

Notte a Dobbiaco

Era una bellissima notte, l’aria fresca e asciutta scendeva dai monti come una grande coperta pronta ad avvolgerti senza farti sentire freddo; le stelle brillavano in mezzo a qualche fine velatura grigio perlacea; per strada non c’era nessuno. Passavamo in auto nelle vie deserte, incrociando solo di rado qualche altra macchina guidata, come la nostra, da altri turisti. Nelle case, alcune finestre erano illuminate, con luci tenui, ma sembravano vuote, come un immenso luna park disabitato. Ripensavo a qualche ora prima, mentre avevamo fatto un giro in centro, per attendere che la fatica della lunga escursione montana della giornata avesse ancor più la meglio sul nostro appetito. La pulizia e l’ordine dell’ambiente circostante faceva da specchio al carattere nordico del paesaggio. La piazza centrale, con la fontana ed il monumento a Mahler, non è che una perfetta circonferenza posta in mezzo al paese, contornata da costruzioni di chiaro stile austro-ungarico. Compresa la chiesa,...